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Doc Bernini

L'ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI

Al mio dolore ci penso io!

Senza categoria · Gennaio 7, 2021

Elaborare il lutto è possibile?

Quando dentro di noi sentiamo soprattutto dolore, crediamo che non finirà mai, che sarà una condizione eterna con cui convivere, rischiando di aggiungere perdite su perdite, nel nostro cuore, nella nostra mente, nel nostro corpo.

Dopo anni di Ascolto e Osservazione di emozioni, pensieri, parole, ho valutato che ci sono dei blocchi specifici che ci fanno convincere che il dolore non passerà più.

Ne parlo nello specifico in questo video, al link sotto:

Clicca qui per aprire il video

Ma dai che ti passa!

Su, non piangere che non ne vale la pena!?!

Dai, dai, forza che nella vita c’è i peggio…

Ma si, vedrai che non è niente, piangere non serve a nulla!

Sapessi cos’ho dentro io…

Eh, dai, morto un papa se ne fa un altro!

Non abbatterti, sii forte!

Quante volte ci sentiamo dire da amici, parenti, partner, genitori, frasi di questo tipo, nel momento in cui ci sentiamo male e non riusciamo a trattenere le lacrime, o sentiamo il bisogno di esprimere un nostro dolore?

Quando si parla di dolore, inteso come interno, sentimentale, quella stretta allo stomaco, che ti farebbe accasciare a terra, a cercare sollievo…

Stiamo parlando di un’energia potente, di un qualcosa che va oltre la tristezza, una stretta al cuore, che mischia anima e corpo.

A volte ci ritroviamo ad avere dolori fisici, quando in realtà stiamo male dentro, un male che ci taglia le forze, ci sbatte a terra, obbligandoci a guardarlo, a sentirlo, nella sua piena intensità.

Rabbia e Dolore si intersecano…

Più spesso, la reazione anche fisiologica, immediata, della nostra risposta difensiva, della mente, ci porta a trasformare questo dolore in rabbia.

La Rabbia ci fa sentire più forti, con la sensazione di guadagnare energia invece che togliercela, come fa il dolore.

La Rabbia ci permette di lavorare, anche se la nostra guida interna ci porterebbe ad abbandonarci a un divano, in lacrime.

Ma grazie a questa trasformazione immediata e rapida, possiamo continuare ad occuparci della nostra vita, della nostra famiglia, dei nostri rapporti con l’esterno.

Chiaro, se ci facessimo vedere tristi e doloranti, con le borse agli occhi, le occhiaie, le rughe accentuate dal dolore, chi mai ci prenderebbe sul serio?

Chi potrebbe ascoltarci o continuare a crederci, apparendo fragili e vulnerabili?

NESSSUNO!

Ecco che da lì, inconsciamente, ma a volte anche consapevolmente, entriamo nel cosiddetto circolo vizioso, che in quel momento crediamo essere virtuoso, illudendoci!

Grazie alla Rabbia che ci fa da scudo, cominciamo ad accantonare il dolore.

Così iniziamo a pensare che “da solo passerà”….”ma intanto non posso fermarmi ad ascoltarlo, non ne ho voglia!”…..”col tempo passa tutto”….

E cominciamo a MENTIRE a noi stessi, alla nostra anima, alla nostra mente, al nostro cuore…

E il Dolore?...

Diventa sempre più grande, più forte, più intenso, ma anche più nascosto!

Comincia a prendere delle forme diverse, delle identità alternative, creandoci fastidi fisici, disagi quotidiani, che non avevamo mai avuto prima, o non così frequentemente.

Può assumere forme tra le più svariate, colpendo prima di tutto le nostre parti più vulnerabili, i nostri “talloni d’Achille”.

Mal di testa, cattiva digestione, problemi a dormire, attacchi d’ansia, attacchi di panico, tachicardie, dolori alle spalle o alla schiena, ansia…

E allora, nella maggior parte dei casi ci si affida ad un medico, ad una farmacista attenta e preparata, cercando i rimedi più immediati possibili, per toglierci quei sintomi fastidiosi, che fatichiamo a tollerare e di cui “non possiamo occuparci”.

Al momento sembra che la situazione sia sotto controllo e che “le acque si siano calmate”….

Ma noi? Come ci sentiamo, emotivamente, nel nostro interno?

Probabilmente se nella scelta dei farmaci che ci verranno consigliati c’è qualcosa che va a stimolare il sistema ormonale, in favore di un umore più contento, felice, dovremmo sentirci decisamente meglio….

Ma quanto dureranno gli effetti? E, una volta svaniti, che succederà?

In alcuni casi potremmo andare incontro al cosiddetto “effetto rebound”, dove i sintomi si potrebbero ripresentare più forti di prima, così da sentirci anche peggio.

Il doloreha una sua identità, che ci piaccia o no e più lo schiacciamo, lo evitiamo, cerchiamo di nasconderlo, di ometterlo, di fingere che non ci sia, più lui diventa forte e subdolo, nei nostri corpi e nelle nostre menti, a reclamare attenzioni!

Certo, a volte abbiamo davvero bisogno di organizzarlo, il tempo per prendercene cura, ma è necessario farlo.

Nel momento in cui possiamo organizzarci per curare le nostre ferite, per accogliere e osservare quello che proviamo, seppur scomodo e pesante, cominceremo la vera trasformazione.

Che cosa sappiamo già la nostra mente essere in grado di fare?

Convertire il Dolore in Rabbia, quindi sarà altrettanto in grado di trasformarlo in Energia Creativa!

Perchè il dolore è Energia e, come la dirigiamo, dipende dal nostro controllo, dalle nostre capacità.

Abbiamo la possibilità di renderlo costruttivo, apprendimento, amore, nel momento in cui possiamo prendercene cura!

Ma abbiamo bisogno di imparare dei modi specifici, per affrontarlo, per curarlo, per amarlo, perchè istintivamente cercheremo di accantonarlo, creando tutto quel circolo vizioso fin qui narrato…

Come possiamo allora trasformarlo?

Attraverso il dialogo e la ricerca in noi delle nostre risorse più profonde, con l’accettazione della realtà. Ci sono dei passaggi necessari per uscire dal lutto, delle fasi che ci permettono di sciogliere maggiormente quel dolore che al momento sembra sfiancarci.

L’elaborazione del lutto è possibile attraverso un vera e propria formazione, un accompagnamento ad affrontare le 5 fasi, in modo sereno, semplice, ma profondo.

Prenota la tua consulenza gratuita, compilando il modulo sottostante, per conoscere il percorso più adatto a te, per uscire dal dolore e ritrovare la piena energia creativa che è dentro di te, ma oggi ti sembra perduta! Ritrova la sicurezza e la fiducia piena in te stessa e nella tua Forza!

prova

Uncategorized · Giugno 5, 2024

prova

Hello world!

Uncategorized · Maggio 12, 2024

Welcome to WordPress. This is your first post. Edit or delete it, then start writing!

SESSO E AMORE

Uncategorized · Agosto 8, 2021

Hai mai veramente riflettuto su queste parole, chiedendoti il valore che hanno per te, per la tua coppia, per il tuo modo di vivere, di intendere, le relazioni con chi ti attrae?

Se la risposta è si, allora le parole che seguono andranno a confermare le tue riflessioni o ad ampliare i tuoi punti di vista, così da dartene di nuovi. Se la risposta è no, allora è un’ottima opportunità per farlo da adesso in poi.

“Ogni battezzato è chiamato alla castità. …Tutti i credenti in Cristo sono chiamati a condurre una vita casta secondo il loro particolare stato di vita. …” (dal libro “Ancora bigotti”, di E. Lombardi Vallauri)

Parto con queste parole, che pare siano state rivisitate dalla dottrina della Chiesa stessa, ma senza modifiche drastiche al concetto.

La religione è senz’altro una questione a sè, o perlomeno così dovrebbe essere.

Ma in effetti, nella realtà italiana, il taglio educativo da dare ai figli e figlie prende ancora molto dal contesto ecclesiastico, che interviene ancora oggi nella vita socio relazionale degli individui.

E, ovviamente anche nella vita sessuale degli individui e delle coppie, sebbene apparentemente la questione sembri non condizionare le vite stesse.

A tutti gli effetti pare invece esserci ancora questo condizionamento.

Chi infatti come me lavora con le persone, individualmente, avendo accesso ai pensieri e alle emozioni umane, si trova ancora spesso a scoprire dei tabù fortissimi nell’ambito del sesso e della sessualità.

Tabùche si cerca di contrastare, magari parlando con libertà del sesso e delle fantasie sessuali, ma trovandosi poi in difficoltà nel lato applicativo, concreto.

Del tipo che nel quotidiano, alle occasioni di praticare ciò di cui si è parlato e che si dice intrigare e interessare, molte persone poi rifuggono.

Come se una vera e profonda Autorizzazione a praticare il sesso fine a se stesso, senza l’idea di procreare, o senza Amore, ancora non si sia evoluta e concretizzata dentro molti di noi.

Dal punto di vista puramente naturale e umano, uomini e donne sono perfettamente predisposti a fare sesso senza amore o a fare sesso per esclusiva ricerca di piacere.

Eppure, per questioni di moralità, di censure di vario genere, per giudizi interiorizzati, schemi consciamente o inconsciamente appresi…

le difese, le difficoltà, le reticenze in questo ambito sono ancora altissime.

La monogamia stessa è una scelta culturale, non è un istinto umano. Noi scegliamo di invocare la fedeltà, ma per natura e istintualità non siamo affatto fedeli e monogami.

Ecco perchè nelle relazioni di coppia che si cerchino di mantenere negli anni, il fattore fantasie, immaginazioni, sogni, desideri, creatività, nel sesso e nei rapporti sessuali, diventano di vitale importanza.

Affinché anche l’Amore, che tiene unita nel tempo la coppia stessa, venga nutrito dal piacere del Sesso, dell’Intimità profonda che può offrire lo scambio di sensazioni, emozioni, attraverso i corpi.

E l’Amore, quindi?

Chiaramente se nel fare sesso c’è anche Amore, il rapporto stesso diventa più intenso, si trasforma in un’esperienza anche spirituale, dove non c’è solamente la questione attrazione, passione, desiderio, ma si innescano scambi emozionali, battiti del cuore, profonde sensazioni uniche nella loro soggettività.

Dove c’è Amore c’è uno scambio nel Dare, nel saper pensare al Benessere proprio e al Benessere dell’altro/a

Nell’Amore subentrano il Rispetto, la Fiducia, la Stima reciproca. Quando in un rapporto c’è questo profondo sentimento, il rapporto stesso subisce delle modifiche.

Vero è che potrebbe proprio modificare il Sesso stesso, non necessariamente in meglio. Poiché a quel punto, nella Relazione entrano in gioco i soggettivi significati del Sesso e della Sessualità.

Ci sono persone che, per esempio, con la donna o uomo che amano, non riescono a vivere liberamente il sesso come vorrebbero.

Il fatto di provare dei sentimenti condiziona la libertà dei pensieri, delle fantasie, creando quasi timidezza, vergogna, paura di ferire o di essere male interpretate/i.

Così come paura di sentirsi giudicate/i. Perchè con i sentimenti in gioco, il rischio della perdita del proprio “oggetto d’amore” è decisamente più alto.

Ecco perchè noi professionisti di certi ambiti diciamo spesso che “l’amore non basta” in una coppia, in una Relazione.

Quando l’amore c’è il sesso può essere l’esperienza sublime citata qualche riga sopra, certo.

Ma diventa necessario essere capaci di Verità, di Semplicità, di Conoscenza, di Autostima.

Il Sesso stesso mette le persone “a nudo” sotto ogni punto di vista, poichè lo scambio di contatto tra i vari sensi amplifica l’Intimità. Infatti attraverso il rapporto sessuale, se siamo capaci di fare attenzione ai dettagli, possiamo scoprire molte cose dell’altro/a, così come di noi stesse/i.

Ecco perchè nei rapporti sessuali la Confidenza facilita la soddisfazione reciproca.

Se c’è Confidenza, il poter giocare, scherzare, raccontarsi e conoscersi attraverso i corpi e le emozioni diventa molto più facile.

Ma il Come si vive il Sesso e la propria Sessualità, è qualcosa di completamente soggettivo, che viene dalla propria storia familiare, dalle esperienze vissute, dal confronto tra pari o in formazioni scolastiche o universitarie.

Questa sfera della vita di una persona è davvero molto soggettiva e rimane completamente scissa dall’Amore…

Ma inevitabilmente ne viene condizionata o la condiziona, a seconda a sua volta del Valore soggettivo che si attribuisce a questa parola.

Quindi, possiamo certamente dire che Amore e Sesso possono intersecarsi, condizionarsi, convivere e nascere uno prima dell’altro, così come rimanere completamente separati.

Ma in ogni caso ciò che ne evidenzia le differenze sono il Significato e la Simbologia che ciascuno di noi attribuisce a questi due mondi.

Ecco perchè in ogni Relazione che ci dia la sensazione di continuità, diventa molto importante il Confronto.

Che valore dà, ciascuno di noi all’Amore e al Sesso, diciamocelo, parliamone!

Come si “legge” una donna?

Senza categoria · Marzo 1, 2021

Caro uomo, caro papà, caro marito, caro amico, figlio e professionista, dipendente o autonomo che tu sia, so che spesso ti sarai posto e ti porrai questa domanda.

Dunque, hai trovato la risposta? Io credo di sì, anche se forse non sempre è stata quella più adatta alla circostanza.

Ebbene, è fondamentale che tu sappia che una donna non la CAPIRAI MAI!

E non lo dico certo per presunzione o mancanza di stima e fiducia nelle tue capacità e abilità.

Semplicemente perchè la donna è in continuo movimento interiore, è perfettamente in linea con i cambiamenti, con la ciclicità della natura e della vita umana.

Quando tu pensi di aver capito come ragiona, cosa pensa e come vive le emozioni………

Ecco che lei cambia!

La donna sente molte emozioni, le ascolta, le cerca di comprendere, anche se a volte ne viene travolta; usa anche la ragione, la razionalità, ma dentro di sè ha questa costante intuizione, mista a “sesto senso” come spesso si dice, che la guida e l’accompagna in molte circostanze del quotidiano e della vita.

Voler capire cosa pensa una donna, quando lo pensa e perchè lo pensa, così come poi come e cosa decide e si esprime, è un azzardo spesso inutile.

Per imparare a “leggere” l’anima, il cuore e la mente di una donna, un’abilità vincente è ASCOLTARLA!

Ma che cosa significa esattamente ascoltare una donna?

Questa è una domanda che devi assolutamente porti, perchè tale parola è piuttosto complessa.

Stare in Ascolto di una donna significa essere prima di tutto centrati in un Ascolto Attivo, che ti consenta di attivare l’udito, ma anche la vista, stimolando tutto il corpo a diventare ricettivo…

Per cogliere soprattutto la comunicazione non verbale che lei ti sta offrendo.

Questo perchè una donna quando esprime se stessa, quando parla mentre prepara la cena, veste i bambini o è seduta al tavolo di fronte a te…

Ti sta donando

preziose parti di se stessa, delle sue intimità, dei suoi pensieri, delle sue emozioni, delle sue vulnerabilità.

Metterti inoltre in una consapevolezza emotiva, dove prendi coscienza che ci siano in ballo tante emozioni mentre ti parla e, non semplicemente dei pensieri logici e razionali, ai quali sei abituato parlando con uomini, ti sarà di enorme aiuto, per comprenderla.

Una donna non ha bisogno di essere capita…

Spesso nemmeno lei ha tutta questa chiarezza di ciò che le passa nella mente e sa che poi potrebbe anche cambiare idea.

Ma ha sicuramente bisogno di sentirsi compresa.

E per compresa intendo quella sensazione di accettazione nelle sue sfumature, dettagli e complessità. Per una donna sentirsi accolta nelle proprie sfaccettature è fondamentale.

Il mondo femminile è ricco di creatività continue, di nutrimenti psico emotivi costanti.

Ecco che una donna ha allora assai bisogno di sentirsi Amata!

Se vuoi imparare o migliorare, la tua conoscenza del mondo femminile, ecco che l’Amore è una componente essenziale nel contesto relazionale. Per una donna sentirsi Amata è qualcosa che la connette meglio con la propria parte creativa, profonda, con la fiducia in se stessa, in ciò che fa e nel mondo intero.

Imparare ad amare una donna vuol dire spalancarti le porte della Felicità e dell’Immaginazione. E quali sono le componenti di questo amore così tanto costruttivo e piacevole?

Una in particolare è senza dubbio il Rispetto…

…quella sensazione di non giudizio, di tolleranza e accoglienza delle diversità di qualcosa che magari non si condivide o su cui non si è d’accordo, ma che viene comunque accettato e preso in considerazione.

Una seconda componente è la generosità: che sia in espressione di sentimenti, in cene, viaggi, regali, tempo, presenza (ogni donna poi è diversa e ha preferenze soggettive)…

supporto in famiglia, condivisione, dialogo, l’importante che senta e si accorga che ti stai donando anche tu…come uomo o come padre se avete dei figli in comune…

Una terza invece è la Passione…

Quella componente affascinante che ha in sè il Sogno, la Fantasia, l’Immaginazione…

e che permette un vero relax, dei veri e propri momenti eccitanti ed entusiasmanti, per ricaricare le energie e la potenza nell’andare avanti ogni giorno!

Effettivamente gli aspetti importanti per far sentire bene una donna non sono pochi, ma nemmeno così tanti.

E’ la qualità soprattutto che fa la differenza.

Il Comevengono affrontati e gestiti questi aspetti, queste caratteristiche, che senz’altro ogni uomo è perfettamente in grado di incalzare e offrire!

Con questo aspetto del Come diciamo che possiamo chiudere il cerchio delle basi indispensabili per “leggere” una donna, per renderla Felice!

Se vuoi allora approfondire la Tua situazione personale specifica, compila il modulo sotto.

Andremo a valutare insieme le tue abilità, i tuoi punti forti e gli aspetti in cui credi di aver bisogno di maggiore conoscenza e confronto.

Prenota ora la tua consulenza gratuita, scrivendomi direttamente qui sotto, con orari e giorni da te preferiti!

Dott.ssa Elena Bernini

Come vivere Libere e Felici

Senza categoria · Febbraio 13, 2021

“Mamma mia questa DAD che complicazioni che porta!”

“Accidenti, adesso mi toccherà andare lo stesso, anche se odio mettere sta mascherina!”

“Uff, come faccio a conciliare lavoro a casa e bimbi in DAD?”

“Come faccio a lasciare mio marito, che i miei figli me lo rinfacceranno per la vita?”

“E se mia madre poi prende il covid, come posso spiegarlo?”

“Se mi separo come farò ad affrontare il dolore dei miei bambini?Devo resistere per loro!”

“Ah, scusami , non posso proprio accompagnarti a fare la spesa perchè devo pulire casa e fare due lavatrici!”

“E adesso che siamo tornati a tutte queste restrizioni, come farò a resistere?”

“Certo che se fossimo più vicino potremmo vederci più spesso…e invece….che peccato!”

“Quando i bambini saranno adulti e indipendenti allora, forse, potremo andare a vivere al mare…”

Quante volte mettiamo il senso del dovere al primo posto? Quante volte scegliamo di dare priorità a quello che sappiamo ci si aspetta da noi mamme, da noi donne? E quante volte ci troviamo a posticipare, sognando momenti migliori, giorni più felici, continuando a ripeterci “Devo resistere”?

La nostra vita è certamente guidata da impegni, doveri, responsabilità, scelte, obblighi…

Come donne, come madri, come mogli, compagne, professioniste, figlie, amiche, ci troviamo tutti i giorni in mezzo a decine e decine di cose da fare:

Alzati, sveglia tutti, preparati, prepara i bambini, accompagnali a scuola, ah no, adesso si studia a casa. Pulisci casa, stira, lava, o vai al lavoro, ah no, adesso lavori da casa, quindi apri il pc e mettiti in call con qualche cliente, compila i dati, fai i conti, chiama la collega, chiudi il pc, devi cucinare, inizia a preparare la tavola, ah, no, i bambini ti chiamano: uno non trova i pennarelli, l’altra si è dimenticata quello che le ha detto di fare la maestra…

Finisce il primo round della giornata; si pranza, convincili a mangiare, perchè non sempre sono pronti per quello che hai cucinato, siediti, mangia, sistema la cucina, alla meglio i bimbi danno una mano, poi però ci sono i compiti da fare, ma magari un cartone in tv prima ci sta…fai una pausa, respira, siediti, respira…

Ed ecco che riparte il ritmo hardcore della giornata, dove le attività pomeridiane dei tuoi figli cominciano a mancarti profondamente. Ci sono invece i compiti, eventuale spesa da fare, del lavoro magari da terminare e riorganizzarsi per la cena e pre notte, nella speranza di riuscire a vedere magari un film, o la tua sere preferita in tv, senza crollare a bocca aperta sul divano o sul letto, mentre appoggi i vestiti ritirati dalla stesura dopo la lavatrice…

Alla meglio hai un marito, un compagno o una compagna, che in tutto questo riescono ad inserirsi perfettamente, collaborando in modo attivo e continuativo, ma nella maggior parte dei casi non è così.

Più spesso ascolto storie in cui la donna è davvero il jolly del contesto familiare.

E’ la multitasking decisamente efficace ed efficiente, che tuttavia rischia di dimenticare se stessa in una delle attività della giornata.

Poi tendenzialmente ci si ritrova, certo, ma non sempre e non energiche sempre allo stesso modo.

La società in cui vivi ci vuole perfettamente organizzate, precise, pulite, belle, ordinate, efficienti, attente, lucide, operative, produttive, veloci…

Ci vuole madri, mamme, mogli, amiche, figlie, donne, amanti, ma anche un pò professioniste…

Sebbene non troppo, altrimenti poi gli uomini si sentono in competizione anche col mondo femminile e….no, non va bene!

Eh, sì, perchè un conto è competere tra uomini, altro è trovarsi costantemente anche con donne intelligenti, belle, organizzate, intraprendenti, strategiche, ma anche femminili, abituate a guidare una truppa di bambini imbizzarriti, che raggiungono obiettivi impensabili, con creatività e precisione, energia e motivazione!

Non è facile, no, non lo è per niente e, più spesso le energie e la motivazione non sono alle stelle come vorremmo.

La bellezza e il fascino in molti casi si nascondono dietro occhi gonfi e un pò stropicciati, così che la stanchezza rimane la nostra più visibile immagine di rappresentanza.

Ti sei mai chiesta: “ma se fossi nata uomo forse sarebbe stato più facile? Lo avrei preferito?”

Se lo hai fatto forse qualche volta ti sarai anche risposta di sì, ma se ci pensi bene, ma bene bene, essere Donna è un dono straordinario, un’opportunità unicanella sua magia.

E questo non significa che siamo essere superiori, a chi poi? Così come non significa che siamo esseri inferiori…tanto meno!

Significa però che abbiamo un’occasione straordinaria!

Attraverso donne passano uomini e donne…

La donna è simbolo di creatività per eccellenza…

Può incarnare perfettamente l’energia femminile nella sua totalità, quell’energia vitale che accoglie, che cura, comprende, protegge…

La donna è simbolicamente associata alla Madre Terra, colei che nutre, dalla quale ci si può nutrire, nella quale ci si può radicare, ma anche temporaneamente accostare…

Nell’energia del femminile si può trovare quella parte intuitiva, fantasiosa, rigeneratrice, che dà vita costantemente a nuovi progetti, che siano personali o professionali, relazionali o emozionali, duraturi o di rapida conclusione.

Ti ricordi di essere tutto questo? Ne sei consapevole?

Troppo spesso ci scordiamo di osservarci, come se fossimo spettatrici di noi stesse…

Registe delle nostre stesse vite, in grado così di apprezzare e valorizzare al meglio le nostre creazioni quotidiane!

Immerse nelle nostre giornate, troppo concentrate ad assecondare attese, aspettative, a mantenere attivi i nostri cerchi vitali, rischiamo molto spesso di cadere nell’inganno di non saperci bastare.

Sentiamo sensi di colpa per non aver fatto abbastanza bene quella volta lì, o ieri mattina, o da piccoli con i nostri bambini e bambine, con nostra madre o padre, in quella situazione o quell’altra…

Con nostro marito o compagno, quella tal serata o due anni fa…

Così tanto travolte dalle nostre stesse potenti energie, ci ritroviamo in troppe occasioni a metterci da parte, a illuderci di non saper stare da sole, di non poterci permettere di stare da sole, di non aver bisogno di essere amate o gratificate, credendo che basti amare e gratificare…

E così compiamo il nostro unico vero errore!

Eh sì, perchè tutti gli altri che crediamo errori, sono esperienze, sono vita vissuta che ci consente di fare sempre un pò meglio del giorno prima, del mese prima, della volta precedente.

Le nostre sconfitte quotidiane in realtà sono apprendimento costante, possibilità uniche e irripetibili di fare meglio…

Di fare di più o di meno, di adattarci alla tale o talaltra situazione, per raggiungere più velocemente i nostri obiettivi e le nostre mete!

Ma noi lo sappiamo, nel nostro cuore, nella nostra anima, nel nostro inconscio, abbiamo interiorizzato che la vera Meta è il Viaggio!

La donna è la miglior esperta in apprezzamento dei dettagli, delle piccole attenzioni quotidiane, di quell’invisibile agli occhi, che spesso è l’essenziale (cit. “Il piccolo principe”).

Nella donna le emozioni hanno un grandissimo valore…

Le intuizioni e le sensazioni fanno da guida…

E la donna sa che sono quella parte meno calcolabile delle relazioni umane che rendono ogni giorno più speciale e ogni relazione più Unica.

Non possiamo quindi metterci da parte, trascurarci a lungo o schiacciare i nostri desideri, i nostri sogni, le nostre passioni e pulsioni…

Il Benessere intorno a noi è nutrito dal nostro Benessere!

E se noi stiamo bene, ci valorizziamo a vicenda, ci comprendiamo e ci conduciamo alla ricerca della felicità, della gratificazione, possiamo profondamente Donare e Donarci in modo straordinario e completo.

Ecco perchè abbiamo bisogno di sentirci bene con noi stesse, di imparare ad amarci.

Di sciogliere un pò di giudizi e pregiudizi antichi che ci portiamo dentro, di abbandonare un pò di sensi di colpa e di partire prima di tutto da noi stesse, dal riconoscimento e apprezzamento delle nostre abilità e potenzialità…

Per ritrovare e mantenere la piena fiducia in noi stesse!

Regalati un primo passo verso la RI-SCOPERTA e RI-NASCITA di te stessa!

Clicca sotto per scegliere la Meditazione dell’Amore e Bontà o un video sul senso dell’Amore

Dott.ssa Elena Bernini

La Resilienza…

Senza categoria · Novembre 24, 2020

“Le difficoltà rafforzano la mente, così come il lavoro irrobustisce il corpo.”

(Seneca)

Quando la vita rovescia la nostra barca, alcuni affogano, altri lottano strenuamente per risalirvi sopra. Gli antichi connotavano il gesto di risalire sulla barca, con il verbo RESALIO.

(P. Trabucchi)

In tal senso il tentativo di risalire a bordo della barca, lo sforzo per non lasciarsi andare, l’istinto a sopravvivere fanno parte delle caratteristiche della Resilienza.

Quando, in sostanza, la Speranza pesa di più della Paura, nella bilancia dei nostri corpi, è allora che possiamo trovare le spinte per Resistere ad una determinata situazione che ci sta mettendo in difficoltà, o addirittura facendo rischiare la vita.

E in questo momento storico che stiamo vivendo, imparare ad essere Resilienti ci serve come imparare a nutrirci.

Sta diventando necessario indossare quest’ abito, ogni giorno. E, grazie a questa necessità, una volta apprese le strategie più adatte e interiorizzato lo stato mentale specifico, avremo uno strumento in più, anche per affrontare future potenziali difficoltà.

E come fare?

Partiamo prima di tutto dal presupposto che lo Stress, inteso come sensazione di ansia, preoccupazione, stato d’animo d’agitazione, per una difficoltà, un ostacolo, un limite che stiamo riscontrando al raggiungimento delle nostre soddisfazioni, fa parte del nostro mondo.

Nelle nostre vite quotidiane, già cercare di incastrare impegni, vita privata, piaceri, risposo e relazioni, è stressante. Ma questo ci dice che siamo geneticamente predisposti a farcela, a reggere, a Resistere.

Ecco che allora, un aspetto già utile sul quale focalizzarci, diventa la Fiducia.

Fidarsi bene, non fidarsi è Male. Imparare a dare fiducia al tempo, a noi stessi, alle nostre emozioni e sensazioni, ci facilita la forza a sopportare eventi stressanti, momenti difficili.

Avere Fiducia significa quindi non fissarci sul fare opposizione a ciò che sta accadendo, non farci prendere dall’auto commiserazione, ma accettare ciò che arriva e imparare a capire dove collocare noi stesse/i in tutto questo. Chiaramente nel rispetto delle nostre potenzialità e abilità.

Impariamo quindi ad avere fiducia, ad essere fiduciosi, a mantenere la concentrazione salda nel Presente.

L’altro aspetto, eccolo, laPresenza. Impariamo a stare nel qui ed ora, lasciando da parte tutte quelle domande…

Quando finirà? Cosa accadrà?

Quanto tempo ancora devo passare in questo stato?

Come cambieranno le cose? E, cambieranno?

Che ne sarà del mio futuro? E del futuro dei nostri figli e figlie?…

La nostra mente vagherà comunque tra queste frasi, ma noi cerchiamo di fermarla e fermarci.

Fermarci a sentire il nostro respiro, a espirare aria, un pò’ alla volta soffiare via le parole, i pensieri, per rimanere nel Presente.

Ogni volta che sentiamo ansia e preoccupazione, magari sediamoci, concentriamoci e affidiamoci al momento di ora, di adesso, lasciamo fluire liberamente ciò che stiamo sentendo, senza bloccare nè giudicare.

E il terzo elemento altrettanto importante per aiutarci ad essere Resilienti è la Speranza.

La Speranza è quella sensazione, quel Sentimento che ci permette di visualizzare qualcosa di meglio oltre l’ostacolo, qualcosa di più gratificante e soddisfacente, oltre il limite che stiamo sentendo, vivendo.

E non vuol dire che “andrà tutto bene” o “dai, vedrai che andrà meglio”, così come “aspettiamo che finisca”.

La Speranza è qualcosa di più profondo, che ci consente di toglierci dal senso di impotenza, passivo, mettendoci nell’attivo delle possibilità che invece riusciamo ad individuare.

Grazie a questo stato mentale ed emozionale, noi possiamo trovare nel Male, nella Paura, nel Limite, una nostra Opportunità.

Un qualcosa da apprendere, un nuovo modo di sentire, un comportamento nuovo da sperimentare, un’emozione, un desiderio.

Quando riusciamo ad accettare che un giorno daremo un senso migliore al nostro presente stressante, stiamo aprendo le porte alla vita più vera, quella vita che va aldilà del Bene e del Male, delle Meritocrazie, delle Giustizie.

E diventiamo così dei veri e vere Resilienti.

Indipendenza economica a scapito dei sogni?

Senza categoria · Novembre 12, 2020

Quante volte ci siamo domandati/e o ci hanno domandato cosa volevamo fare da grandi?

Quante volte ci siamo trovate/i di fronte a suggerimenti, consigli, idee di genitori che ci dicevano quali lavori avremmo dovuto fare, quali sarebbe stato meglio non fare?

Il criterio è tendenzialmente sempre lo stesso.

La scelta del lavoro, che porti indipendenza economica, si sposta sui tipi di lavori che “vanno per la maggiore”.

Quelle opzioni che suggeriscono sicurezza e garanzia di uno stipendio mensile costante e fisso.

Così, genitori, zii e nonni, si prodigano a valutare, ciascuno con le proprie esperienze, conoscenze, convinzioni, quei lavori più “sicuri”, che garantiranno indipendenza economica.

E da lì partono domande a insegnanti, già alle medie, per capire in che direzione guidare i giovani, i ragazzi, sulla base dei voti, delle prestazioni cognitive che sono in grado di dimostrare.

“E’ bravo in matematica, signora, conviene che faccia un liceo scientifico, o una scuola di geometri”.
“In matematica fa fatica, in italiano non male, quindi sicuramente sarebbe difficile un liceo, ma magari un istituto tecnico dove non ci sia troppa matematica, già va bene”.
“Sua figlia in italiano è molto brava, quindi facilmente un liceo classico sarebbe indicato”.
“Signora, suo figlio a scuola proprio non si impegna. E’ meglio che pensi a qualche istituto dove insegnano direttamente a lavorare”…

Ma ai sogni, chi ci pensa?

Conta davvero così poco cosa amino fare i nostri ragazzi, cosa amavamo fare noi da giovani? Cosa ci piaceva, ci appassionava, ci interessava, incuriosiva?

In ciascuna famiglia si trova a volte quella figura che “rompe gli schemi”, che si focalizza sui Piaceri, sulle Passioni, sui Sogni, ma spesso è anche la persona meno considerata.

Tale personalità viene definita “Il sognatore o la Sognatrice”, nel migliore dei casi. Persone poco razionali, che non guardano alle cose pratiche, ai bisogni della realtà.

E, magari a volte è anche vero che sia così…

…Ma siamo sicuri che la Motivazione, legata al Piacere, alla Passione, non sia così importante per la Prestazione?..

Crescendo poi, diventando più maturi/e ed entrando nella vita di tutti i giorni, nel mondo del lavoro e dell’indipendenza economica, cominciamo a porci esattamente queste domande.

E sapete che succede?

Che la maggior parte di noi,

quella parte che ha dato priorità alla razionalità, alla logica, all’apparente sicurezza…

si sente INFELICE e poco CAPACE.

Sì, perchè avendo intrapreso la strada del Sicuro, del Facile, ci scordiamo di Noi.

Focalizzati a valutare “cosa va”, “cosa funziona”, “cosa è di moda”, la maggior parte delle nostre energie viene spesa nel fuori, nell’esterno.

Dimenticandoci così cosa ci interessa davvero, cosa ci fa stare bene, cosa vorremmo realizzare, ottenere, cosa ci servirebbe per…

Ci dimentichiamo di Noi…

Razionalità, Realismo, Pragmatismo.

Parole cariche di significato, che ci permettono di fare valutazioni della Realtà, dei Bisogni, in modo chiaro e attento.

Ma non possiamo scordare della parte Emotiva, Creativa e Motivazionale degli individui.

Noi non siamo un O…..O……

Noi dobbiamo imparare ad essere un E…E…

Per vivere Felici e Soddisfatte/i è necessario che impariamo a domandarci COME conciliare Sogno e Realtà…

Che cosa ci serve per mettere insieme Passione e Impegno.

Quali aspetti dobbiamo incrementare o diminuire, per fare qualcosa che ci piace, ma che anche sappiamo fare e possiamo fare.

Possibilità e Desiderio possono convivere, dobbiamo semplicemente imparare a spostare le energie e le attenzioni su entrambi gli aspetti.

Te la devi sudare!

Senza categoria · Ottobre 26, 2020

Oggi ho sentito la frase “gliela farò sudare” uscire dalla bocca di una ragazzina e mi sono venuti ulteriori capelli bianchi, oltre a probabili disagi digestivi.

Non so se ci rendiamo conto di quanto sessismo e maschilismo ci siano in questa frase, già solo per il fatto che esista questo “te la dó”.

Intanto…

Ogni donna che ha avuto un rapporto sessuale è sempre rientrata con i suoi genitali femminili al loro posto, quindi se anche ha dato qualcosa poi evidentemente se l’è ripreso.

Poi…

Perché, nel sesso è per forza solo la donna che dà qualcosa che si sottintende interessi solo all’uomo?

E inoltre….

La donna non desidera il piacere sessuale?

O non se lo può permettere???

Dato che in questa frase sarebbe riservato solo all’uomo…

Mi sono sinceramente preoccupata di sentire che ancora oggi, giovani donne che crescono, debbano ricevere un’educazione di tale portata involutiva.

Il sesso tra un uomo e una donna (per ora mi soffermo a queste due identità sessuali) è un piacere reciproco…

E’ necessario che sia un piacere reciproco, o se non è piacere ma ha altri valori, è fondamentale che siano condivisi dalle due identità in gioco. 

RECIPROCITÀ 

Se vogliamo la parità dei diritti tra uomini e donne, se vogliamo la parità di trattamento, il rispetto di entrambe le parti….

Dobbiamo partire da queste semplici “piccole cose”!!!

Se io, donna, voglio sentirmi libera di fare l’amore o fare del sesso, con un uomo, ciò che conta è la CONFIDENZA che posso creare con questo uomo…

La FIDUCIA di cui ho bisogno per entrare così tanto in contatto con una persona…

E la VOGLIA che ne possa nascere.

Aspetti, che chiaramente sono importanti per entrambe le parti.

Non è che tutti gli uomini cerchino di fare sesso con tutte le donne che incontrino.

Il desiderio sessuale prescinde dal fatto di essere donna o essere uomo.

È desiderio, punto.

E il fatto di decidere quando, se e come, vivere una relazione che coinvolga la sessualità, deve essere RECIPROCO…

Se continuiamo a pensare che l’uomo viva cercando di “puciare il biscotto” e che la donna debba decidere di “dargli la tazzina piena di non si sa cosa” altro che vita nelle caverne!?!

Coinvolgere senza Caricare

Uncategorized · Ottobre 16, 2020

Alcuni giorni fa mi arrivano dei messaggi di una mamma che sta crescendo due figlie femmine, cercando di conciliare tempi, ruoli ed energie.

La figlia più grande, mi scrive, sta mostrando chiusura e irrigidimento.

La seconda è arrivata da poco e sono ancora nella fase di adattamento, un pò tutti, chiaramente.

Mi dice che ha pensato di aiutarla, passando più tempo da sola con lei, quando la piccola dorme.

E la trovo un’ottima idea, in senso generale, ma in questa situazione specifica, propongo una riflessione più mirata al contesto.

Sto parlando dei figli/e più grandi, i cosiddetti figli/e maggiori.

Più volte mi sono trovata negli anni, a creare percorsi psico educativi per persone con difficoltà ad esprimere bisogni, esigenze e richieste di attenzioni.

E avevano in comune il fatto di essere i primi tra i loro fratelli o sorelle.

Molti figli/e maggiori vengono educati nell’ottica di doversi prendere cura degli altri, di assumersi la Responsabilità di fare da esempio.

Ma qual è il risultato di questo stile educativo?

Il più delle volte, se non forse la totalità, succede che questo apparente sentimento di fiducia che si potrebbe sentire, si trasforma in senso di frustrazione, impotenza, per non potersi prendere più liberamente i propri spazi.

Per non poter sbagliare!

Già in un altro articolo parlo dell’importanza degli errori, come insegnanti di vita e riferimenti, dai quali partire, proprio per imparare bene a centrare sogni e obiettivi.

Se partiamo dal presupposto di non poterci permettere di sbagliare, perchè inoltre siamo pure da esempio ai nostri fratelli e sorelle, vivremo differenti scenari, difficilmente amici della Felicità.

Se siamo persone caratterialmente serie e disponibili, facilmente ci potrebbe venire l’ansia, così che per ridurla o cercare di allontanarla, eviteremo di correre rischi, accantonando l’idea di seguire istinti e impulsi, o facendolo in maniera molto ridotta, rispetto magari alle nostre reali esigenze.

Certo, quando si è bambini/e o ragazzini/e si è più incoscienti, così che tanti pensieri non li abbiamo.

Ma crescendo ci arrivano sulle spalle i carichi che inconsciamente abbiamo vissuto in precedenza.

Se siamo invece caratterialmente meno lineari e tendenzialmente meno ubbidienti, avremo qualche occasione in più di liberarci del carico “affibbiato” dai genitori.

Ma il punto focale è che dobbiamo imparare da soli a focalizzarci sui nostri bisogni e trovare qualcuno, in famiglia o fuori da essa, che ci aiuti a soddisfarli, o soprattutto a tradurli, dar loro un significato e comprenderli.

Perchè i genitori, quando ti nominano “Primo Cavaliere”, non si rendono conto dell’onere che stanno posando su quella testa e quelle spalle.

Vero è che alcune mamme e alcuni papà riescono a dare questo incarico, pur non smettendo di avere attenzioni su tutti i figli e i relativi bisogni, indistintamente.

Ma, ahimè, nelle mie esperienze lavorative, finora, non è stato così.

Partendo da tutta questa premessa voglio porre attenzione sul titolo:

Coinvolgere senza Caricare

Se riprendo l’esempio della mamma che racconta delle due figlie, le suggerii di non mettere questa eccessiva distinzione tra le due bambine.

Salvo che non diventi un’esigenza di una di loro, il volersi prendere degli spazi esplicitamente diadici.

Le dissi proprio di cercare di coinvolgere entrambe le bambine, nel contesto familiare.

Di farle sentire appartenenti a un gruppo, in cui ciascuno può fare la propria parte, in cui ci si può aiutare, in cui ciascuno ha le proprie diversità, nei bisogni e nelle esigenze.

Genitori inclusi, che chiaramente serve si faccia da riferimento principale, in tale ruolo, ma le difficoltà, i limiti, le fatiche le si vivono anche da grandi.

Quando parlo di Coinvolgere mi riferisco a questo.

Al fatto di far sentire importante i bambini, le persone, rispetto a ciò che stiamo vivendo, che riguarda anche loro, ma che soprattutto riguarda noi con loro.

E come farlo senza caricare di nostre responsabilità?

Semplicemente imparando ad essere sincere e sinceri, in ciò che ci succede nel quotidiano, in ciò che viviamo a livello relazionale.

Certo, perchè chiaramente sto parlando di Relazioni.

In ogni Relazione, che sia con i figli, con i genitori, con i partner, imparare a Coinvolgere senza Caricarefavorisce un fertile terreno per Leggerezza e Fiducia.

Se riprendo l’esempio sopra mi riferisco al fatto che invece di passare del tempo esclusivo con la bimba più grande, imponendoselo

(e non riuscendoci perchè la stanchezza dei primi mesi post partum è decisamente notevole, oltre al fatto che il tempo sole è raro)

sarebbe più utile chiedere e fare attenzione a cosa la figlia stia esprimendo.

Certo che questo richiede uno sforzo più grande, ma è uno sforzo mirato.

Imparare ad aspettare che sia l’altra persona a chiedere ciò di cui ha bisogno e poi assecondarla, o cercare di farlo, è un gesto d’amore intensissimo.

Prendiamo da esempio quando le persone dicono o scrivono…

“Con tutto quello che ho dato, in cambio mi è stato pure detto di non aver dato nulla e sono stata/o mollata/o senza neanche un minimo di ringraziamento!”

“Dopo tutto quello che ti ho dato, hai il coraggio di lasciarmi?”

“Con tutti i sacrifici che ho fatto per te, questo è il risultato?”

Sono sicura sarà capitato di dire queste frasi o di ascoltarle, a seconda delle circostanze.

Ebbene è accaduto proprio quello scritto sopra.

I bisogni reali non sono stati ascoltati, non ci si è dati il tempo di esprimere i propri, così come di ascoltare quelli dell’altro/a.

Nel momento in cui ci attiviamo a voler dare, per essere efficaci, abbiamo la necessità di aspettare che ci venga chiesto, direttamente o indirettamente.

Ecco perchè è così importante cercare di coinvolgere nel nostro mondo chi ci interessa, chi amiamo, senza dare il carico delle nostre responsabilità.

Mantenendoci adeguatamente distanti, ma vicini, emotivamente e psicologicamente.

Raccontando di noi, esprimendo idee, bisogni, desideri, per facilitare l’altro/a a fare altrettanto.

E come si fa a non caricare?

Prima di tutto parlando in prima persona, con il “Io sento, io vorrei, a me piace, io mi sento così o cosà”.

Ma poi, soprattutto evitare il “tu devi, si fa così, gli altri fanno questo, ecco, vedi che quello fa così e tu no…”

In sostanza, per riuscire ad essere Coinvolgenti, senza risultare Caricanti, abbiamo la necessità di imparare a controllare le nostre Emozioni…

Ma anche trovare il coraggio di esprimerle, insieme ai bisogni, accettando la Paura del Rifiuto.

Se vuoi conoscerti meglio come genitore, imparare a migliorare i tuoi punti di forza e contenere le tue debolezze, L’Accademia delle Emozioni, con la Dottoressa Elena Bernini, propone un percorso di Parent Coaching, di 10 incontri + 1 gratuito, per la cifra di 605 euro invece che

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